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In questa sezione possono essere lette le interviste realizzate dall'Agenzia di comunicazione sociale sul carcere "Equal Pegaso".


  Intervista al dott. Riccardo Rossi, Magistrato di Sorveglianza di Bologna
(Bologna, giugno 2006)

Cosa pensa dell’attuale sistema penitenziario, che pare oscillare tra finalità retributiva e trattamentale?

Negli ultimi anni è entrato in crisi il modello sanzionatorio basato esclusivamente sulla reclusione; la causa di ciò può essere individuata nell’esigenza di dare applicazione al principio costituzionalmente affermato della funzione rieducativa della pena. Sicuramente la sola detenzione carceraria non è in grado di offrire concrete possibilità di rieducazione: sia per l’inadeguatezza delle strutture preposte a questo importante percorso che per limiti di formazione di parte degli operatori all’interno del carcere.

La legislazione è stata contrassegnata da un andamento non lineare, si sono infatti avuti momenti di maggior attenzione rispetto alla fase trattamentale e rieducativa, con apertura dell’universo di segregazione (legge Gozzini, legge Saraceni-Simeone) e momenti di accentuazione del carattere retributivo e di prevenzione della pena stessa (norme antiterrorismo, limitazioni dettate dalla lotta alla criminalità organizzata, art. 41bis). Ha inciso profondamente in questo percorso l’enfatizzazione che le forze politiche hanno voluto imprimere alla lotta alla criminalità, sull’onda di una recrudescenza dei fattori criminogeni anche in ragione del mutato quadro sociale caratterizzato da un incremento dei comportamenti illegali: fenomeni legati alla tossicodipendenza, prevalentemente microcriminali e connessi alle forti ondate d’immigrazione clandestina, e illeciti di una certa entità inscrivibili nel cosiddetto fenomeno di Tangentopoli.

L’attuale quadro normativo vede contrapposte due differenti strategie che possiamo riassumere nella volontà del precedente Governo di accentuare gli aspetti puramente repressivi – ex-Cirielli e decreto olimpiadi – e la volontà manifesta dall’attuale maggioranza di offrire una soluzione anche clemenziale al problema della criminalità e del sovraffollamento delle carceri.


Come si inserisce in questo contesto la ex-Cirielli?

La legge chiamata ex-Cirielli, conosciuta anche come “salva Previti”, contiene in sé due opposte scelte strategiche: da un lato rendere il carcere strumento di intervento privilegiato nei confronti di coloro che abbiano avuto già esperienze devianti (recidivi-reiterati) dall’altro operare un meccanismo di attenuazione del rischio carcere per coloro che subiscono per la prima volta una condanna, grazie alla riduzione dei termini di prescrizione o al maggiore ricorso alla misura della detenzione domiciliare per i non-recidivi.

L’impatto negativo di questa legge sulla possibilità di ricorso alle misure alternative alla detenzione è consequenziale alla scelta ideologica di voler inasprire le sanzioni, se non addirittura l’esecuzione della sanzione stessa nei confronti di chi ha dimostrato più volte di non voler rispettare le norme. Infatti, per coloro che abbiano commesso più di tre delitti dolosi la norma prevede l’inasprimento della pena, l’impossibilità di poter godere di attenuanti in sede di giudizio e soprattutto quello di inibire alla Magistratura di Sorveglianza la possibilità di concedere misure alternative. Questa normativa in realtà rende del tutto evanescente sotto il profilo esecutivo il ricorso ai benefici alternativi alla detenzione perché la maggior parte di coloro che attualmente ne fruiscono con esito positivo sono soggetti che, secondo la ex-Cirielli, non possono accedere a questa misura.


Quanto ha influito l’attuazione della legge Bossi-Fini sull’immigrazione sulla concessione dei benefici alternativi alla detenzione?

Questa legge, contrariamente a quanto si afferma, non ha innescato una contrazione di simili misure, in quanto i cittadini extracomunitari (la categoria sulla quale avrebbe dovuto avere più impatto una simile normativa) di fatto erano già  esclusi dalle misure alternative perché tendenzialmente privi di prospettive abitative e lavorative esterne al carcere, elementi essenziali per la concessione di simili istituti.


Ulteriori sezioni dell'intervista

parte 1 | parte 2 | parte 3

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Conclusione del Progetto Strade

(18 dicembre 2007)

Mercoledì 19 dicembre lle 11.30 l'Associazione Nuovamente presenta alla stampa gli strumenti prodotti dal progetto STRADE. Nel pomeriggio la presentazione nel carcere di Bologna.

I risultati di Equal Pegaso

(6 dicembre 2007)

Un nuovo spazio del sito dedicato ai risultati conseguiti dal progetto

Pegaso e Iniziative

(3-4-5-6 dicembre 2007)

Il Bilancio Sociale di Equal Pegaso un progetto europeo per l’accesso al lavoro e il reinserimento. Quattro giorni di confronti sui modelli di inclusione.