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questa sezione possono essere lette
le interviste realizzate dall'Agenzia di comunicazione sociale
sul carcere "Equal Pegaso".
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Intervista a Paolo Schiavina, direttore del personale della Basell Italia di Ferrara ed R&D Human Resources Manager
(Ferrara, ottobre 2006) |
Con inizio da settembre 2006, 4 detenuti di Ferrara sono stati inseriti nella attività produttiva dell’azienda tramite regolare contratto nel rispetto delle vigenti normative in materia di lavoro. Ulteriori 6 unità verranno inserite nell primo trimestre del 2007. Il progetto, nato dalla collaborazione fra Provincia e Comune di Ferrara, Ufficio di Esecuzione Penale Esterna, Basell, Casa Circondariale di Ferrara, Enaip e Provveditorato regionale, punta al reinserimento lavorativo e sociale dei detenuti. Seguiti da un tutor, come per i neo assunti, i detenuti eseguiranno lavoro non particolarmente specializzato, inseriti in squadre semiturniste. Il lavoro durerà per ciascun detenuto almeno 12 mesi fra cui tre di formazione.
Pur essendo un’azienda profit, la cui mission è perseguire l’eccellenza nel mercato, come sono entrati a far parte degli stakeholder aziendali soggetti appartenenti al mondo del terzo settore?
Il rapporto tra Basell e Casa Circondariale di Ferrara è diventato stabile nel corso dell’ultimo anno, grazie alla mediazione di Enaip Ferrara che storicamente ha rapporti con la nostra azienda.
La Basell Polyolefine Italia rappresenta il bacino occupazionale maggiore nel territorio ferrarese, mentre la Casa Circondariale di Ferrara rappresenta
per sua istituzione il maggior bacino di reclusione sociale dello stesso territorio, Enaip Ferrara ne rappresenta per sua mission la coniugazione in termini formativi, sia personali che professionali.
L’opportunità offerta da Basell ad entrambi i partner attraverso l’inserimento nel proprio organico produttivo di carcerati ed ex carcerati, rappresenta un banco di prova per un ritorno alla vita sociale, lavorativa, ralazionale di cui è partecipe l’individuo stesso, con la ridefinizione di un suo essere tra gli altri e come gli altri, senza nessuna etichetta e senza sensi di pietismo.
Sono entrati a far parte de gli stakeholder aziendali soggetti appartenenti al mondo del terzo settore, enti e cooperative non profit con cui Basell ha attivato convenzioni e rapporti di lavoro, nella ferma convinzione che l’etica aziendale segua la filiera legata all’ individuo come parte attiva del sistema produttivo.
Il successo della compagnia è legato alla promozione di attività che mirino da un lato al mantenimento della posizione leader in campo produttivo tecnologico ma dall’altro si ha particolare riguardo nel coinvolgere i propri dipendenti ed il territorio locale nella mission socio aziendale di Basell.
Questa forma di collaborazione intende essere un punto di partenza per lo sviluppo di progetti successivi?
Lo sviluppo del progetto in oggetto, discusso e condiviso con i partner locali, con amministratori e rappresentanti delle istituzioni intende essere un punto, non di arrivo ma di partenza, per creare un legame interno ed esterno con la società di cui Basell fa parte.
Sicuramente nella provincia di Ferrara non è mai stato né proposto né attuato un progetto di così grandi dimensioni che coinvolgesse un numero così ampio di popolazione detenuta; ci rendiamo conto dei rischi oggettivi che può comportare qualsiasi deviazione rispetto a quanto atteso, ma ci rendiamo conto dell’impatto sociale che ha e avrà nel tempo il risultato di questa iniziativa.
Attenti alla persona e attenti al mercato significa offrire a persone che rischiano l’emarginazione sociale, relazionale, lavorativa, un’opportunità per reintegrarsi pienamente nel tessuto sociale e dar loro pari opportunità nel costruire una propria forte e riconosciuta identità.
E’ possibile coniugare obiettivi sociali e produttivi all’interno di un’azienda?
Da troppi anni si osservano difficoltà nel coniugare obiettivi sociali e obiettivi produttivi all’interno delle aziende del nostro territorio; il rischio di disoccupazione ed il calo delle produzioni frenano la possibilità che le aziende stesse diventino opportunità di promozione e riscatto sociale per le fasce deboli: il rischio che il mondo profit passi da promotore di welfare a promotore di emarginazione è forte, anche nel nostro territorio.
La demografia dell’occupazione ha subito significativi cambiamenti ed il processo è inarrestabile; lo sforzo di apertura verso il sociale di Basell si sviluppa riflettendo la rappresentazione della società di cui essa fa parte e che nello stesso tempo la compone.
Lo studio delle buone prassi circa il mercato del lavoro nel suo aspetto umano, non ha per la Basell meno importanza della ricerca sui polimeri; lavoratore e produttore hanno un forte legame intrinseco, gli uni dipendono reciprocamente dall’altro.
Come direttore del personale di un azienda multinazionale non posso arrestare l’offerta occupazionale nascondendomi dietro il vissuto personale degli individui; la competenza del giudizio e dell’espiazione di una pena deve essere e restare di competenza della magistratura e degli apparati giudiziari dello Stato, mentre chi produce occupazione e risorse deve competere un ruolo sociale e aziendale imparziale e trasparente.
Qual è l’offerta occupazionale nel territorio di Ferrara rivolta a popolazione a rischio di emarginazione?
Troppo spesso l’unica offerta occupazionale sul nostro territorio rivolta a popolazione svantaggiata e a rischio di emarginazione resta di competenza delle organizzazioni legate alla cooperazione sociale, al mondo che vive di sovvenzioni legate agli enti locali e spesso il mondo del no profit si trasforma in mondo del si deficit, rincorrendo una managerialità che non gli compete.
Da qui l’idea di aprire le porte di Basell come già in passato con altre iniziative locali, al territorio esterno, di cui anche la popolazione detenuta è rappresentazione significativa.
Siamo convinti che questo processo di inclusione sociale permetta alla nostra azienda un duplice guadagno: da un lato il guadagno economico che necessariamente deve essere presente nella concorrenza del mercato per permettere la tecnologia, la ricerca, il rivestimento, l’occupazione; dall’altro il guadagno sociale che altrettanto necessariamente deve essere presente in un’azienda che occupa degli individui, che è parte della loro vita.
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