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Firmato il protocollo per la tutela del diritto alla salute dei detenuti in Toscana
(Firenze, 2 maggio 2007) |
Dopo l’approvazione della legge regionale 64 del 2005, la ratifica del protocollo di intesa costituisce il primo passo per la reale attuazione del provvedimento legislativo per la tutela del diritto alla salute dei detenuti in Toscana. L’accordo è stato siglato dall'assessore per il diritto alla salute, Enrico Rossi, dal Provveditore regionale dell'Amministrazione penitenziaria, Maria Pia Giuffrida, e dal direttore del Centro giustizia minorile Toscana e Umbria, Giuseppe Centomani.
Con tale provvedimento, la Regione Toscana e il Provveditorato Regionale dell’Amministrazione Penitenziaria si assumono la responsabilità di affrontare concretamente i problemi associati al disagio psichico dei detenuti, all’assistenza farmaceutica e all’introduzione della cartella clinica informatizzata nelle carceri di tutta la regione. Il protocollo prevede, inoltre, la realizzazione di aree di degenza dedicate negli ospedali del Servizio Regionale e interventi sulla popolazione minorile detenuta.
Si pone così l’accento sulla necessità di sostenere il Servizio per la tutela della salute mentale e sull’importanza di offrire assistenza sanitaria adeguata all'interno dell'Ospedale psichiatrico giudiziario di Montelupo Fiorentino e della Casa di Cura e Custodia Femminile di Sollicciano. Sono inoltre previste iniziative a favore dell'assistenza tecnico-infermieristica, per il potenziamento del servizio medico di base e per la continuità assistenziale di base e specialistica. Nell’accordo, infatti, si sottolinea l’importanza di tutelare il principio di continuità degli percorsi terapeutici, sia all’interno delle carceri, sia in caso di trasferimento in altri istituti penitenziari regionali. Viene anche riconosciuta priorità al principio di partecipazione diretta dei detenuti alle attività di prevenzione, cura e riabilitazione, con interventi mirati al recupero del ruolo di cittadinanza e con il coinvolgimento delle associazioni del terzo settore.
Il protocollo prevede l’istituzione di un Osservatorio regionale sulla sanità penitenziaria e stabilisce la riorganizzazione delle misure a sostegno dei tossicodipendenti. Si sta inoltre lavorando per un Progetto Obiettivo che permetta la definitiva di presa in carico regionale dell'assistenza sanitaria in carcere; l’iniziativa potrà avere piena attuazione, però, solo con il trasferimento alla Regione delle risorse necessarie e del personale attualmente in carico allo Stato.
'Con la legge [64/2005 ndr], prima e tuttora unica nel panorama nazionale – ricorda l'assessore Rossi – abbiamo affermato che tutti i cittadini, liberi o detenuti, sono uguali davanti alla malattia e hanno diritto ad avere le stesse opportunità e prestazioni sanitarie assicurare dal Servizi Sanitario Regionale. Da allora abbiamo lavorato per rendere tutto questo concreto nella realtà quotidiana del carcere e il protocollo firmato oggi ci fa compiere un ulteriore passo avanti per assicurare alle persone detenute l'esercizio vero del diritto alla salute'.
Fonte: Prima Pagina
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