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La cooperativa “Alice”, laboratorio sartoriale della casa circondariale di San Vittore, è diventata un marchio di moda
(Milano, 10 maggio) |
La moda in carcere: In occasione del 15° anniversario dalla data di fondazione, la cooperativa “Alice”, laboratorio sartoriale della casa circondariale di San Vittore per la produzione di capi d'abbigliamento d'Alta Moda e costumi teatrali, è diventata un marchio di moda.
Il “Progetto Alice” , nasce, infatti, nel 1992 per volontà dell’Assessorato alle Attività Produttive del Comune di Milano, sulla scia delle iniziative già sperimentate nei carceri di Sollicciano (Fi), di Rebibbia (Roma) e di Campomarino (Ta).
L’obiettivo del progetto è di consentire il reinserimento lavorativo nella società di donne detenute ed ex detenute dei carceri milanesi San Vittore ed Opera. È un modo per dar loro la possibilità di tornare ad esprimersi, di creare e di dare forma alla propria immaginazione.
"È importantissimo recuperare queste donne, ma anche molte ragazze che hanno commesso, magari, solo reati minori - ha dichiarato Luca Moretti, uno degli stilisti che parteciperanno all’iniziativa -.La commercializzazione di questo brand non dovrà rappresentare assolutamente per noi stilisti una forma di concorrenza, ma anzi dovremmo cercare noi di comprendere la sua importanza a livello sociale".
“Si festeggiano i 15 anni d’esistenza di quest’importante cooperativa - ha dichiarato l’On. Tiziana Maiolo, Assessore alle Attività Produttive - e proprio per questo abbiamo deciso di depositare il brand ed abbiamo anche chiesto l’appoggio di diversi stilisti, servendoci inoltre dei loro consigli”. Madrina e primo tutor del nuovo marchio di moda è stata Anna Molinari, direttrice creativa e fondatrice di Blumarine, seguita dagli altri grandi direttori del Made in Italy.
Alla sfilata del 10 maggio, condotta da Claudio Lippi all’interno del cortile della sezione femminile di San Vittore, vari stilisti hanno presentato tre capi della collezione primavera/estate 2007 realizzati dalle detenute di “Alice”. Tra le Le griffe che hanno partecipato alla sfilata ci sono Blumarine con la linea Blugirl, Prada, Alberta Ferretti con la linea Philosofhy, Byblos, Cesare Paciotti, Lorenzo Riva, Mariella Burani, Pollini by Rifat Ozbek, Renato Balestra, Luciano Soprani, Martino Midali, Roberta Scarpa, Debora Sinibaldi, Giorgio Grati, Carlo Pignatelli, Giuliana Teso, Luca Moretti, Marchese Coccapani, Pietro Brunelli, Thes & Thes by Thes Tziveli, Elesila, In Touch e Borsalino .
L’attività svolta dalle ragazze della cooperativa, (solitamente 12, anche se talvolta arrivano a 25), nel corso degli anni ha dato importanti risultati: infatti le sarte del carcere milanese hanno cucito abiti per i più importanti marchi d’alta moda e per i più importanti spettacoli teatrali e televisivi.
"Voglio puntualizzare l’importanza, per una detenuta, di lavorare durante la reclusione in carcere - ha dichiarato Alessandro Brevi, rappresentante e collaboratore della Cooperativa Alice - ma soprattutto il risultato positivo che può avere la spendibilità dell’ esperienza al di fuori, una volta scontata la pena".
Fonti: moda online
valdelsa
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