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Indulto: un anno dopo, il Garante dei diritti del Comune di Bologna analizza i dati delle presenze all’interno della Casa Circondariale “Dozza”. È nuovamente emergenza.
(Bologna, 26 settembre 2007)

Al 31 agosto 2007 i dati delle presenze in carcere suscitano preoccupazione all’ufficio del Garante dei detenuti del Comune di Bologna. A distanza di 13 mesi, infatti, dalla concessione del provvedimento d’indulto, il numero dei detenuti è in progressivo aumento tanto che si sta nuovamente per raggiungere il livello pre-indulto (1050).

Le preoccupazioni maggiori, sottolineate in un comunicato dal Garante, avv. Desi Bruno, oltre al numero delle presenze collettive (945) riguardano la percentuale di stranieri che si assesta oltre il 60% (582 uomini e 34 donne) e la percentuale di imputati che supera invece il 75% del totale complessivo.

A questi dati occorre aggiungere quelli relativi alla percentuale di tossicodipendenti che è rimasta invariata anche a seguito dell’indulto (30%).

Il sovraffollamento, denuncia Desi Bruno, contrasta con le Regole penitenziarie minime europee  in quanto rendere la detenzione inumana e degradante e impedisce al trattamento penitenziario di essere efficace.

Con l’occasione il Garante invita Istituzioni e mass media a cessare le futili polemiche relative all’indulto e a dedicarsi, invece, alla risoluzione dei problemi normativi che impediscono all’Istituzione penitenziaria di offrire un trattamento pedagogico alla popolazione detenuta.

Ancora oggi,  come dimostrano i dati forniti, hanno gravi ripercussioni sul numero delle presenze in carcere, le mancate riforme del testo unico sull’immigrazione e della legge in materia di stupefacenti, mentre procede a rilento la riforma del codice penale.  Inoltre, ribadisce Desi Bruno, occorre maggior impiego di risorse per l’adeguamento degli Istituti di pena a quanto previsto regolamento 230/2000 e un maggiore sforzo per favorire la formazione e l’accesso al lavoro della popolazione detenuta.

 

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Conclusione del Progetto Strade

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